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La PET tomografia ad emissione di positroni

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pet tomografia ad emissione di positroni

La PET nella diagnosi dei tumori

La tomografia ad emissione di positroni (PET) è una macchina molto più costosa rispetto alla TAC ed è disponibile solo in alcuni centri specializzati (alcuni centri convenzionali sono, a Roma nel policlinico Tor Vergata, a Napoli presso il Centro SDN ed a Milano  presso l'Ospedale San Raffaele).

E' una tecnica di medicina nucleare che permette di localizzare con precisione, all'interno del cervello o di altri organi del corpo, una sostanza somministrata precedentemente al paziente e marcata con un radioisotopo che emette positroni.

La PET segue il percorso di tale sostanza all'interno del corpo e poi nell'organo da esaminare. I dati raccolti, elaborati dal computer, forniscono un'immagine radiologica istantanea della funzionalità dell'organo preso in esame.I traccianti radioattivi utilizzati sono costituiti da elementi normalmente presenti nell'organismo o analoghi di sostanze che partecipano ai processi metabolici.

In oncologia, la PET è ormai divenuta fondamentale quale mezzo diagnostico sempre più rilevante, riuscendo a dare informazioni specifiche su alterazioni di processi metabolico-funzionali che precedono l'insorgenza di una malattia oncologica: rileva cioè i cambiamenti nel metabolismo delle cellule anziché nella loro struttura anatomica o nelle dimensioni del tumore

In altre parole, essa evidenzia quelle cellule in cui presumibilmente si possono manifestare le metastasi tumorali.

In tal modo, essa consente non solo di diagnosticare un cancro, ma anche di rappresentame in modo tridimensionale le dimensioni e la diffusione, anche e in particolar modo delle riproduzioni tumorali in tutto il corpo.

Queste conoscenze sono di valido aiuto all'oncologo al momento di prendere una decisione sulle successive misure terapeutiche da adottare, come una chemioterapia o un intervento chirurgico, in quanto, in corso di terapia, è possibile individuare gli effetti della cura sul tumore più precocemente di quanto non si possa fare con la TAC o la radiografia toracica, che possono solo riscontrare variazioni volumetriche del tumore dopo parecchi cicli di terapia.

Inoltre, due settimane dopo aver iniziato una cura è già possibile sapere se questa ha avuto successo e se è opportuno continuarla. In caso di dubbio ciò può aiutare ad evitare la somministrazione di molti cicli chemioterapici che si dimostrino fin dall'inizio poco efficaci, con gravi effetti collaterali per il paziente.

Grazie alla PET è possibile diagnosticare con una precisione del 90% la presenza di un tumore maligno.

Dott. De Bartolomei
Membro della federazione oncologi francesi

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2011 08:48