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Ipertermia

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Ipertermia su un paziente oncologico

Curare con il calore

Letteralmente Ipertermia significa innalzamento della temperatura.

In pratica, è un tipo di terapia che attraverso le radiofrequenze provoca un innalzamento artificiale della temperatura del corpo a livello locale (su determinati organi) o anche sull'intero organismo.

COME AGISCE L'IPERTERMIA

Fin dall'antichità il calore era considerato in grado di curare varie patologie, anche quelle neoplastiche. Ma è a partire dagli anni '70 che sono stati realizzati studi volti ad individuare i meccanismi attraverso i quali il calore agisce sui tumori.

 

Si è visto, infatti, che le cellule tumorali, sottoposte a temperature sopra i 43° C per un determinato periodo di tempo, subiscono un danno irreversibile che ne determina la morte in conseguenza della rottura del DNA (apoptosi), mentre le cellule sane sopravvivono.

Ovviamente, la maggiore o minore efficacia dell'ipertermia sulle cellule tumorali è legata al tipo di tumore ed all'organo colpito. Inoltre, il calore rende le cellule tumorali più sensibili ad alcuni farmaci ed alle radiazioni.

Ecco perché i migliori effetti dell'ipertermia si hanno se essa viene combinata con la chemioterapia con la radioterapia o con l'immunoterapia in quanto ne potenzia l'efficacia e ne riduce gli effetti tossici.

L'uso dell'ipertermia consente, infatti, di utilizzare le terapie convenzionali a dosaggi ridotti, riducendone così gli effetti collaterali.

COME SI EFFETTUA L'IPERTERMIA

Attraverso l'uso di campi elettromagnetici a radiofrequenza, focalizzati da apposite antenne e piastre (Ipertermia transcutanea loco-regionale), l'organo bersaglio è riscaldato fino ad una temperatura vicina o superiore ai 43° C.

In pratica, le piastre attraverso cui vengono trasmessi il calore e le radiofrequenze vengono posizionate sulla zona da trattare per un tempo che varia dai 40 ai 60 minuti.macchina di ipertermia total body

Il trattamento può essere eseguito più volte, generalmente non viene ripetuto più di tre volte alla settimana. E' possibile anche, con apparecchiature differenti, riscaldare tutto l'organismo (Ipertermia corporea totale) o direttamente le lesioni tumorali, introducendo appositi aghi, sono guida ecografica, per via transcutanea (Ipertermia interstiziale).

E' anche possibile praticare l'ipertermia total body con una particolare macchina ad infrarossi. Lo scopo di questa terapia è quello di provocare uno stato febbrile generalizzato atto a stimolare il sistema immunitario per spingerlo contro le cellule neoplastiche.

La macchina di ipertermia total body è visibile nella foto a destra.

STUDI SULL'IPERTERMIA

Le proprietà terapeutiche del calore erano già conosciute nel passato: l'uso dei ferri caldi nella cura del cancro è riportato Da Galeno ed Ippocrate e ne esistono tracce anche nel 2000 avanti Cristo. Coley nel 1983 provò ad iniettare tossine batteriche per ottenere elevati stati febbrili in pazienti con tumori.

Alcuni autori giapponesi sostengono addirittura che la bassa incidenza di alcuni tipi di tumore nella popolazione nipponica è determinata dall'uso continuo di bagni molto caldi.Macchina per Ipertermia oncologica

La ricerca di nuove modalità di trattamento che avessero come caratteristica l'assenza pressoché totale di effetti collaterali, ha fatto rinascere l'interesse per l'ipertermia come modalità terapeutica antitumorale, a partire da ricerche di base sui meccanismi con cui il calore è in grado di uccidere le cellule tumorali o renderle più sensibili ad alcuni farmaci ed alle radiazioni.

Negli anni '70 sono stati pubblicati numerosi studi biologici, che hanno meglio precisato gli effetti cellulari provocati dal calore.

Questi studi hanno confermato l'efficacia dell'ipertermia e dimostrato il vantaggio terapeutico derivante dall'associazione con radioterapia e chemioterapia. La sperimentazione clinica e l'avvio dei primi studi clinici randomizzati hanno portato alla formazione, in Europa, negli Stati Uniti ed in Giappone di società di ipertermia affiliate alle organizzazioni per la ricerca ed il trattamento dei cancro.

A livello internazionale sono stati completati molti studi biologici sugli effetti del calore, nell'intervallo di temperature compreso tra 42 e 45 gradi C, in associazione con le radiazioni ionizzanti.

L'integrazione tra ipertermia e radiazioni (radioterapia) trae origine dall'attivazione di due diversi fenomeni: il calore induce un effetto citotossico diretto, dovuto alle particolari condizioni ambientali delle cellule tumorali, caratterizzate da scarsa nutrizione per via vascolare, carenza di ossigeno ed aumentata acidità; in secondo luogo il calore induce un effetto radiosensibilizzante che consente di utilizzare l'ipertermia come terapia adiuvante per distruggere cellule tumorali radioresistenti.

I dati di laboratorio derivanti dalle evidenze sperimentali, hanno mostrato un incremento di efficacia, secondo i tipi tumorali e dei protocolli terapeutici, pari a circa da una volta e mezzo a tre volte, rispetto alle sole radiazioni ionizzanti.

Dati interessanti provengono dai primi studi chimici sperimentali negli anni ottanta con più di 25 000 tumori trattati. I risultati raccolti dagli studiosi americani ed europei testimoniano che la combinazione di calore e radiazioni nel trattamento di carcinomi squamosi del collo, di melanomi, e di carcinomi della mammella, determina un miglioramento nel controllo locale della malattia.

L'interazione tra ipertermia e chemioterapia è più complessa ed è fondata su diversi meccanismi. Uno dei principali effetti del riscaldamento sembra essere l'aumento della permeabilità cellulare, che consente una maggiore possibilità di passaggio di farmaci all'interno della cellula.

Diversi studi hanno confermato l'efficacia dell'ipertermia su grossi tumori della zona addominale e pelvica.

Dott. Ennio De Bartolomei
Membro della federazione oncologi francesi

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Novembre 2011 18:10