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Cellule Staminali |
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Staminali tumoraliGrazie alle più recenti ricerche nel campo della genetica, e grazie allo studio del genoma, i ricercatori hanno potuto dimostrare che i tumori si diffondono, recidivano e diventano insensibili ai farmaci perché sono «alimentati» da cellule staminali tumorali. All'origine di un tumore ci sarebbe cioè una cellula staminale impazzita, che ne garantirebbe anche la sopravvivenza. Qualche tempo fa un gruppo di ricercatori americani ha dimostrato che su 100 cellule tumorali, 99 morirebbero comunque «di morte naturale», mentre una sarebbe in grado di moltiplicarsi e di rigenerare la massa tumorale all'infinito, spesso incurante delle terapie. E' questa cellula che va colpita se si vuole distruggere definitivamente la malattia. Le cellule staminali tumorali hanno caratteristiche che riproducono nel tumore il modello biologico dei tessuti normali. La scoperta di queste cellule potrebbe spiegare il meccanismo delle metastasi tumorali e quindi portare alla formulazione di farmaci che possano prevenirle. Con la loro capacità di moltiplicarsi all'infinito, infatti, le cellule staminali del cancro alimentano la malattia, poterle colpire con farmaci specifici, in futuro consentirà di distruggere alla radice il tumore ed impedirgli di produrre le metastasi, che costituiscono il vero pericolo mortale del cancro. LE SPERIMENTAZIONI ALLO STATO ATTUALE SULLE CELLULE STAMINALI
Per costruire il vaccino i ricercatori hanno isolato le cellule staminali dal tumore e le hanno «fuse» con le cellule del sistema immunitario che normalmente producono anticorpi (le cosiddette cellule sentinella o dendritiche) e hanno poi iniettato questo «ibrido» nei linfonodi dei malati.
Per ora si è dimostrata la sua sicurezza e una certa efficacia, ma il numero di malati su cui è stata fatta la sperimentazione è ancora molto limitato e i risultati dovranno essere confermati da altri studi con un numero superiore di pazienti.
Cellule staminali tumorali sono già state identificate nei tumori del cervello, della mammella, della prostata, del polmone e nel melanoma.
E stato già messo a punto, inoltre, un vaccino anti staminali per colpire il tumore al polmone: sei pazienti con un tumore al polmone (del tipo cosiddetto «non a piccole cellule», che rappresenta l'80 per cento di tutti i tumori polmonari) in fase avanzata sono stati trattati con un vaccino costituito da cellule staminali prelevate dal tumore stesso: pochi gli effetti collaterali (limitati a infiammazione nel punto dell'iniezione) e la durata di vita per alcuni ha superato i tre anni.
A condurre l'esperimento un gruppo di ricercatori argentini dell'Ospedale Regina Mater di Buenos Aires, che hanno utilizzato la stessa terapia per curare anche otto pazienti con tumori cerebrali, glioblastomi in particolare.
Questi ultimi avevano già subito un intervento chirurgico e una radioterapia, ma la malattia si era ripresentata. Ora sono a oltre due anni dal trattamento.
Dott. Ennio De Bartolomei Membro della federazione oncologi francesi
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Novembre 2011 18:08 |













